Giu 19 2020

PRATICARE ASCOLTO

Quanto è difficile saper ascoltare

Pensando a tutte le parole e concetti di uso comune e oggi assai inflazionati come “amore”, “condivisione”, “comunità”, “comunicazione”, ecc., aggiungerei senza dubbio la parola “ASCOLTO”.

Lo affermo perché personalmente, nel momento in cui durante la mia formazione ho avuto modo di riflettere sul vero significato dell’ascolto, mi sono resa conto di quanto sia difficile e complesso mettere in atto questo atteggiamento in maniera vera, autentica, attiva e soprattutto di quanto sia importante saperlo praticare.

Pensavo di essere una buona ascoltatrice, di possedere capacità innate, di avere una particolare predisposizione all’ascolto delle persone. 

A chi di noi non è capitato almeno una volta nella vita di incontrare qualcuno che in 10 minuti ci racconta fatti o ci fa confidenze personali e poi pensiamo: “Beh, probabilmente ha visto in me una persona disponibile ad ascoltare, accogliente e paziente” e ci convinciamo di avere i numeri e le caratteristiche per aiutare e comprendere gli altri. Bellissima cosa, ma onestamente…. è proprio così?

 

L’Ascolto non è mai scontato

Poi quando ho ripensato a tutte le volte che in famiglia mi dicevano “mi lasci parlare per favore”, “non interrompere”, “non hai ascoltato quello che ti ho detto”,…. mi sono ricreduta e ho capito che la capacità di ascolto dipende ancora una volta da me e richiede allenamento, autoconsapevolezza e (auto)pazienza.

Sì, la pazienza nei confronti di me stessa, ogni volta che mi accorgo di non aver ascoltato in maniera efficace pensando invece di averlo fatto.

E’ quel momento in cui mi dico “no, mi sono persa, non ho compreso” oppure mi chiedo “ci sono stata davvero in ascolto?”

Nella mia esperienza personale e professionale ho maturato alcune convinzioni in merito, che ogni giorno mi sento di confermare e che mi aiutano a non dare mai per scontato un atteggiamento così importante nelle relazioni e quindi nella vita.

 

I significati dell’Ascolto

Ascoltare vuol dire saper cogliere ciò che va oltre le parole, osservare la persona che ci sta di fronte e prestarle attenzione dimostrando sincero interesse, accoglierne le emozioni e gli stati d’animo.

Ascoltare vuol dire impegnarsi per comprendere ciò che ci viene detto, decidere di riconoscere e accettare l’altro per come è, in assenza di giudizi e preconcetti. 

Ascoltare vuol dire anche e soprattutto praticare tutto questo nei confronti di noi stessi, per conoscerci, per crescere come persone e magari anche migliorare.

Ascoltare è una scelta.

Scegliere non è mai facile nella vita, perché se è vero che “lasciare una strada vecchia per una nuova non si sa mai cosa si trova”, comporta sicuramente qualche rinuncia e qualche rischio che non sempre siamo disposti a correre.

Per l’ascolto è proprio così?

 

Quali sono i rischi che corro ascoltando?

Forse corro il rischio di ascoltare anche me e rivelarmi per come sono veramente e cioè non proprio come pensavo di essere?

Quanto è difficile essere onesti con noi stessi!

Di una cosa sono certa: ascoltare non mi toglie nulla, anzi mi aiuta a conoscere, a ricercare, a raccogliere e a seminare, ad aumentare la consapevolezza, a sentirmi parte di questo mondo e provare a starci bene.

Purtroppo la mancanza di tempo, la frenesia quotidiana e i pensieri che viaggiano ininterrottamente nella mente, non ci danno il permesso di staccarci da noi per entrare nel mondo dell’altro per un tempo che sia davvero donato e gratuito.

Ascoltare e sentirsi ascoltati è raro, nella misura in cui ci rendiamo conto di quanto ne abbiamo bisogno e di quanto ci faccia bene, di quanto sia il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi.

 

 

Antonella

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Antonella Verardo